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Fondazione Cetacea, Livingcap e Mixcycling uniscono le forze per aiutare le tartarughe marine

Si chiama Bice e, con la benedizione della Fondazione Cetacea Onlus e della start-up Mixcycling, che l’hanno fortemente immaginata e realizzata, già si è fatta notare e apprezzare dai primi 400, fortunati acquirenti.

Inevitabile, vista la personalità e l’empatia con cui il gadget Bice “lavora” come portachiavi, fermacarte, giocattolo od oggetto di arredo dentro borsette, sopra mensole e scrivanie, in mezzo a coloriti mucchi di pupazzi. E non finisce qui, perché i cinque euro del suo prezzo sono totalmente devoluti alla causa delle tartarughe malate o ferite che, nella sede di Riccione di “Cetacea”, sono curate e riabilitate da tanti preziosi volontari, fino a consentire il loro ritorno nel proprio habitat adriatico. 

Il lavoro non nobilita quindi solo l’uomo, ma anche le tartarughe, note per lo spirito di sacrificio, l’ostinazione e la fierezza con cui portano in giro per il mondo la corazza costituita dal loro pesante e resistente carapace. Svolgendo questo ruolo, di fondamentale importanza tanto per gli ecosistemi terrestri che per quelli acquatici, le tartarughe lavorano quotidianamente alla tutela dell’Ambiente e al futuro di quanti lo popolano come animali, vegetali e minerali.

Fa la sua parte anche Bice che, pur non essendo una tartaruga vivente, già si candida ad affiancare le sue sorelle in carne e ossa come testimonial della sostenibilità del Pianeta Terra. Anzi, è proprio il materiale con cui è stata plasmata, a conferire straordinario valore a questa testuggine in grado di conquistare qualsiasi cuore. Tascabile e maneggevole, nata dalla collaborazione con il team di progettisti di Livingcap per fare ovunque compagnia a chi la porta con sé, Bice è stata creata dal team Research and Development di Mixcycling con un materiale a base di sughero riciclato, nonché totalmente biodegradabile.

E’ un risultato tutt’altro che casuale, considerando la “mission” di Mixcycling, nata nel 2019 a Breganze, nel Vicentino, e costituita come start-up l’anno successivo. Dare nuova vita allo scarto organico, sottraendo sempre più tonnellate di residui di lavorazione produttiva all’indotto ingombrante e inquinante delle discariche, è l’obbiettivo con cui Mixcycling ha immediatamente fatto breccia nel mercato. Ciò è avvenuto grazie a progetti riguardanti “avanzi” della produzione alimentare come le vinacce o la lolla di riso, ma anche scarti delle filiere del legno, del bambù o, per l’appunto, del sughero.

“Bice è stata immediatamente la benvenuta a Cetacea – racconta Sauro Pari, il presidente della fondazione romagnola – perché nasce dalla partnership con una start-up come Mixcycling, formatasi puntando al riciclo dell’organico, ovvero uno dei capisaldi di quella crescita sostenibile che è indispensabile alla salvezza del nostro pianeta”. “I primi passi di Bice sono stati molto incoraggianti – continua Pari – perché è un animale che incontra subito le simpatie di grandi e piccini, tutti felici di poterla portare con sè”. In effetti, nella sede di Cetacea, a Riccione, è un feeling che scatta immediato da parte di chi ha appena visitato un ospedale dove ci si prende cura di testuggini denutrite, malate o ferite: negli ultimi anni sono state quasi 800 quelle che, una volta guarite, hanno potuto essere reinserite nell’ambiente marino. “L’anno prossimo sarà nostra cura creare una storia per Bice, e raccontarla, così da farla diventare ancora più amata e preziosa” conclude il presidente di Cetacea.

“Per noi è un onore poter concorrere, grazie a Bice, alle attività dell’ospedale di Cetacea” afferma Gianni Tagliapietra, Ceo di Mixcycling, di cui è anche co-founder assieme al fratello Amerigo. “La visibilità di Bice – aggiunge Gianni Tagliapietra – è il miglior inizio possibile per le attività creative e produttive in cui Mixcycling intende impegnarsi. E Bice è la prima a incoraggiarci a continuare su questa scia”.

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