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Le B Corp sostenibili della Nuova Economia

Questione di “radici”, viene da dire appurando che Danone, brand multinazionale alimentare, con sede attuale in Francia, si presenta come B Corp nella home page del proprio sito.

In fondo, è la stessa Danone nata nel 1919 da un’intuizione di business legata a un’istanza sociale, ovvero offrire alle famiglie un alimento, lo yogurt, grazie a cui prevenire infezioni alimentari troppo diffuse fra i bambini.

E’ trascorso un secolo da quest’iniziativa dell’imprenditore greco Isaac Carasso, ma evidentemente il filo rosso di un’attenzione verso l’esterno della fabbrica non si è spezzato. Riguardava specificamente l’infanzia cento anni fa, mentre oggi il contatto si fa ancora più ampio e continuativo. Essere B Corp significa infatti avere acquisito una certificazione internazionale, che l’ente no-profit americano B Lab rilascia ad aziende impegnate “per statuto” non solo a realizzare profitti, ma anche a destinarne una parte a ricadute positive su dipendenti, comunità circostante, Ambiente e investitori.

Se in circa dieci anni di storia il movimento delle B Corp è giunto a raggruppare oltre 3mila400 brand, distribuiti in 71 Paesi, per un fatturato complessivo stimato in 77 miliardi di euro, il trend è destinato a crescere più rapidamente del previsto sotto gli effetti della pandemia di covid. Dalla quale, secondo un convincimento largamente condiviso, si uscirà operando cambiamenti strutturali e profondi anche in economia.

Business sì, ma a patto che sia sostenibile, tenendo conto di tutte le sue implicazioni in termini di consumi di energia, risorse naturali e rifiuti. Sono circa un centinaio i marchi italiani attualmente certificati B Corp, già in grado di fatturare “all together” cinque miliardi di euro annui, secondo il notiziario di finanza etica Valori. A impressionare in positivo è la lista degli aderenti, caratterizzata da notevoli differenziazioni per quanto riguarda mission aziendale, numero di dipendenti, diffusione sul territorio.

Troviamo un brand iconico del design industriale italiano come la piemontese Alessi, l’olio ligure dei Fratelli Carli, i servizi assicurativi offerti dalla tirolese Raiffeisen, gli accessori metallici realizzati dalla Paradisi di Jesi, le protesi applicate dalla clinica odontoiatrica Sorrisi e Salute di Chioggia. Nel gruppo c’è posto anche per il centro di accoglienza dei migranti Santa Francesca Cabrini di Codogno, nel Lodigiano, e, fra le ultime arrivate in ordine di tempo, per una piccola e iper-creativa azienda vicentina di oggettistica sostenibile. E’ la stessa Alisea nota per avere inventato e ovunque diffuso la matita Perpetua, realizzata riciclando scarti di grafite ritenuti “irrecuperabili”, quanto inquinanti, fino a nemmeno dieci anni fa.

“Diventare B Corp è stata una grande soddisfazione – commenta Susanna Martucci, CEO e fondatrice di Alisea – anche perché ottenuta a fronte di un grande impegno profuso da tutta la nostra squadra. E ora che il traguardo è stato tagliato, lavoreremo nella consapevolezza di cooperare alla crescita di un mondo migliore, più vivibile per tutti”.

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