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Sughera: applicazioni e prospettive

Sulla via di una ripresa già iniziata nel segno della sostenibilità, si chiama “sughera” il nuovo oro low cost che conferisce un’eccellenza fatta di sostenibilità, adattabilità e design ovunque si utilizza questo materiale: dall’edilizia all’arredamento, dall’oggettistica al packaging.

Merito del sughero, ricavato dalla corteccia di una particolare quercia sempreverde e noto per la sua riciclabilità al 100%, ma merito anche dell’ingegno umano che, da pochi anni a questa parte, del sughero ha imparato a nobilitare gli scarti – quelli derivati dalla filiera industriale dei tappi – combinandoli con minime quantità di gomme sintetiche.

Il risultato si chiama per l’appunto “sughera”, che del sughero mantiene doti fondamentali come l’impermeabilità, la resistenza alle abrasioni e l’isolamento, abbinandole spesso a soluzioni di design di assoluta eccellenza. Ve lo possono confermare i creativi della start up milanese Superforma, che ottimizza le potenzialità del nuovo materiale tramite la tecnologia della stampa 3D. Sono addirittura due le versioni di sughera utilizzate da Superforma, apprezzate per flessibilità e morbidezza. Accanto a quella standard, spicca Bio-Sughera, composto bio-degradabile ottenuto unicamente da scarti organici di lavorazione: entrambe si prestano alla realizzazione di oggetti in cui l’eleganza del design esalta leggerezza e naturalezza del materiale impiegato, come nel caso delle magnifiche versioni “in sughera” delle imponenti e misteriose statue dell’isola di Pasqua.

E’ significativo come sughera e bio-sughera siano ambedue fornite in esclusiva a Superforma da Mixcycling, altra start-up, in questo caso vicentina, nel segno di quella empatia che al giorno d’oggi intreccia quasi “naturalmente” i percorsi di aziende accomunate da medesimi principi di sostenibilità, slacio innovativo e analoghi impulsi creativi.

Materiale “povero ma bellissimo”, per come coniuga prezzo basso e vita perpetua, legata alla sua totale riciclabilità, nel XXI secolo il sughero dà vita addirittura a classifiche annuali dei migliori prodotti realizzati con questa preziosa corteccia. In quella stilata per il 2020 dal portale icastica.it campeggiano anche presepi, lavagne e planisferi terrestri. Considerando che solo in Italia, secondo dati pubblicati da Il Sole 24 Ore, i tappi in sughero annualmente prodotti ammontano a un miliardo e mezzo, le prospettive di un indotto del genere sono quanto meno evidenti. Se poi lo sguardo si allarga all’orizzonte globale, secondo la Fondazione Sommelier d’Italia ammontano a circa 13 miliardi le bottiglie ogni anno tappate con il sughero, lasciando quindi immaginare l’impatto potenziale sul mercato derivato dagli scarti di questa specifica lavorazione, suddivisa quasi totalmente da Portogallo, Francia e Italia.

Per Sughera sono tutte terre di conquista.

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